CLIL/EMILE

clilemile

Il termine CLIL, introdotto da David Marsh e Anne Maljers nel 1994, è l’acronimo di Content and Language Integrated Learning, apprendimento integrato di contenuti disciplinari in lingua straniera veicolare.

Questa metodologia si sta diffondendo in maniera capillare in Europa e come affermato dalla Raccomandazione della Commissione Europea Rethinking Education (2012), rappresenta la dimensione chiave per la modernizzazione dei sistemi di istruzione europei.

In particolare l’insegnamento di contenuti disciplinari in lingua straniera è considerato fondamentale soprattutto nelle discipline STEM (Scienze, Tecnology, Engineering, Maths) con l’impiego delle tecnologie multimediali e multimodali.

Nel 2010 attraverso la riforma Gelmini è stata data la possibilità alle scuole superiori di introdurre per alcune materie questo tipo di insegnamento.

Il CLIL non sostituisce le normali lezioni d’inglese, ma affianca l’insegnamento linguistico curricolare. Si usa la lingua straniera per formulare ipotesi, sperimentare, giocare, osservare, comparare, classificare e si imparano strategie per imparare. Nel CLIL lingua, contenuto e abilità di studio sono integrati e connessi.

Ciò che è fondamentale nella metodologia CLIL è il termine “ambiente di apprendimento”. Non si tratta di imparare una lingua ma di imparare a usarla attraverso un contenuto disciplinare.

Nel CLIL gli obiettivi linguistici convivono accanto a quelli disciplinari e vengono perseguiti simultaneamente.

 

Obiettivi CLIL

  • Introdurre l’educazione bilingue
    • Creare occasioni di uso reale della lingua inglese
    • Potenziare l’apprendimento della lingua inglese
    • Comprendere e parlare la lingua straniera spontaneamente in contesti nuovi e significativi
    • Educare a un approccio multiculturale e multidisciplinare del sapere

 

Il docente CLIL è un docente di una disciplina non linguistica che insegna la sua materia in una lingua diversa dall’italiano. Per poterlo fare deve frequentare appositi corsi organizzati dalle università e deve provare la propria competenza tramite certificazioni linguistiche a diversi livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento secondo quanto previsto dalla normativa.

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